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Perdonateci, perdonatemi.
Una cara amica, “sarda per scelta”, ha iniziato a trascorrere buon tempo in Sardegna, lavorando per una multinazionale inglese da un Paese sardo con circa 400 residenti. Giorni fa mi ha “rimproverato”, perché negli ultimi due mesi siamo stati molto impegnati negli incontri di progetto e nell’affiancare e sostenere, per quanto possiamo, le decine di Comunità che sono in movimento. Abbiamo (ho, mia colpa, miei impegni, miei doveri familiari, e più) trascurato di comunicare, anche con questa modalità (articoli brevi su Riabitare) il messaggio di positività e impegno che ha acceso tanto fare nell’Isola e non solo.
Where are the good news, mi ha detto. Why haven’t we done it yet. (dove sono le buone notizie, perché non lo abbiamo ancora fatto?).
Tra piacere e dovere morale
Per fortuna mi parlava in inglese, con qualche intercalare in sardo stile ajò: credo di non aver capito proprio tutto di quanto ha detto nel confronto. Un sorriso luminoso ma un tono deciso. Probabilmente qualche apostrofo in slang UK l’ho perso, ma ho intuito il senso. Ho memorizzato un “the moment of courage and sacrifice admits no excuses”, ( lett. Il momento del coraggio e del sacrificio non ammette scuse) che ha suonato però come “piantala di sviare la questione”.
“Noi sardi siamo old style”, ho risposto di getto, un po’ all’angolo. “Ci piace il silenzio ed essere riservati. Godiamo di ogni momento di fatica, di lavoro, di contatto. Di ogni momento di Comunità. Respiriamo l’energia di chi ogni giorno fa, della luce negli occhi dei giovani che vediamo crescere nell’Ideale e nel Lavoro. Nella costruzione di Futuro. Nella voglia dei tanti lupi grigi – come me – che sognano ancora il cambiamento, quasi come quando sognavamo la patente e la prima guida di libertà con una fiat 127 fuori porta”.
“Tutto bello, mi affascini, ma sbagli”, mi ha detto lei. Per rincarare la dose, pur senza infierire, mi ha fatto ascoltare questa Message in a bottle. https://www.youtube.com/watch?v=MbXWrmQW-OE. In quel momento un collega campano, anche lui “sardo per scelta” e veloce come una saetta, ha chiosato “… ricorda che tanti soli fanno assai”.
Un’isola persa nel mare
An island lost at sea dice Sting tra le altre cose. Anche lui old, perché correva l’anno 1979 quando il pop britannico scriveva, anzi cantava, di solitudine. Per chi non ricorda il testo, è la storia di un naufrago che affida al mare un messaggio in bottiglia. Quando tutto sembrava vano, apparvero sulla spiaggia dell’isola miliardi di bottiglie.
Pensavo che la cosa peggiore nella vita fosse restare solo. No, non lo è. Ho scoperto invece che la cosa peggiore nella vita è quella di finire con persone che ti fanno sentire veramente solo.
(Robin Williams)
Una metafora per dire che tante solitudini, non solo le nostre, esistono e cercano il luogo o l’occasione; una metafora per dire che “dipende da noi”. Sono rimasto colpito per cuore e testa dedicati alla causa di Riabitare da chi è nata nello Yorkshire ed ha vissuto tra la City e le sedi estere delle società.
Un’isola che limita sé stessa: ajò, ischidaeboso (…come on wake up)
La questione è sostanzialmente questa: che ci piaccia o non ci piaccia, dobbiamo superare agosto e sagre, dobbiamo affrancarci dal turismo delle creme solari e giocare nella Champions League della residenza internazionale. Dobbiamo usare gli strumenti (AI, web, social, trend, branding, finance) del nemico per contrastarlo. E siccome lo facciamo per altri, per lavoro, per player globali, possiamo anzi dobbiamo farlo per le Comunità.
Tantissimi figli di Sardegna e tanti Sardi per scelta, semplicemente mettendo a disposizione le loro reti di relazioni, le loro rubriche telefoniche e un poco del loro tempo possono far cambiare destini. Allora l’esortazione è di farlo. Senza se e senza ma. Senza scuse.
Dobbiamo raccontare anche che siamo presenti nei tavoli nei quali si possono cambiare le sorti di territori. Dobbiamo manifestare l’esistenza di opportunità e raccontare i Territori al Mondo in maniera più strutturata, dando gambe internazionali ai contenuti locali. Dobbiamo occupare spazio per renderci porto sicuro ed ancòra a tutti quelli che sono nel mare aperto delle grandi decisioni dell’essere. Per tutti quelli che si stanno attivando su progetti di investimento, di vita e lavoro in Sardegna. Spesso soli e spesso avanguardia. Sempre “per” e mai “contro”. Per chi non vuole andare altrove, per chi vuole restare, per chi vuole tornare. Per loro e non solo. Per noi.
Da soli a tanti
Dobbiamo proiettare il nostro fare nelle dimensioni sovraregionali e sovranazionali. Dobbiamo raccontare la nostra splendida “solitudine”, capace di farci vivere bene, ad altri milioni di persone che quella “solitudine” la stanno cercando.
Dobbiamo farci carico di raccontare e ispirare tanti che aspettano di sapere e di essere aggiornati, di condividere anche notizie che diamo per scontate. Tanti, nell’Isola e altrove, aspettano di leggere anche questo piccolo aggiornamento che aiuta a non sentirsi soli.
Ad esempio…. Good news
Elini investe sull’educazione al benessere: laboratori, emozioni e buone pratiche per i cittadini di domani
Il Comune di Elini lancia una nuova fase del progetto “Elini: educazione al benessere e buone pratiche di Comunità”, finanziato dalla Fondazione di Sardegna e rimodulato per rispondere in modo ancora più efficace alle esigenze dei bambini e della comunità locale.
L’iniziativa, che coinvolge bambine e bambini delle scuole elementari (6-11 anni), punta a promuovere il benessere psicofisico e l’intelligenza emotiva attraverso otto laboratori tematici e attività di gruppo. I piccoli partecipanti saranno guidati in percorsi che spaziano dalla gestione delle emozioni, alla cucina tipica, all’educazione ambientale e stradale, con l’obiettivo di sviluppare consapevolezza, empatia e rispetto per sé stessi, gli altri e il territorio.
La gestione delle attività di laboratorio è affidata alla Cooperativa Sociale Geriatrica Serena Onlus, che opera per creare sinergie e dare continuità alle iniziative anche una volta concluso il progetto.
Il progetto si distingue per l’attenzione alla sostenibilità ambientale e alimentare, con attività che educano i bambini a scelte consapevoli e stili di vita sani. La raccolta delle buone pratiche sarà pubblicata in un libricino digitale e un docu-video per testimoniare l’impegno della Comunità.
La presentazione pubblica è prevista per il 15 novembre 2025 presso il Centro di aggregazione sociale del Comune di Elini.
